C292 Manifestazione globale 15 marzo contro il cambiamento climatico

Lo scorso ottobre l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), una commissione ONU di scienziati del clima, ha lanciato  un ultimatum ai politici di tutto il mondo: resta ormai una manciata di anni per impedire che la temperatura del pianeta salga fino ad un punto di non ritorno, compromettendo irreversibilmente il clima globale e provocando pesanti conseguenze sull’ambiente (https://www.ipcc.ch.).

 

           Il rapporto della Commissione è stato discusso a dicembre a Katowice, in Polonia, nel summit dell’ONU sul cambiamento climatico. I risultati del summit non sono stati eclatanti: se si volesse davvero prendere sul serio l’allarme degli scienziati, occorrerebbe un’ inversione di rotta dell’intero modello energetico ed economico mondiale. Molte nazioni non sono disposte a questo; alcuni capi di Stato si proclamano scettici sul fatto che ci sia un’emergenza; altri si dichiarano a parole molto preoccupati, ma nei fatti non prendono I provvedimenti conseguenti.

E’ soprattutto contro questi ultimi che si rivolge la protesta di una sedicenne svedese, Greta Thunberg, che da mesi ogni venerdì manifesta davanti al Parlamento di Stoccolma, per indurre il proprio governo ad applicare gli impegni presi a Parigi nel 2015 sul contenimento delle emissioni. Diventata famosa in tutto il mondo per il suo tenace impegno, Greta ha pronunciato un discorso alla Commissione UE il 21 febbraio, rimproverando senza mezzi termini i politici europei di rubare, con la loro colpevole inerzia,  il futuro dei loro figli. La sua protesta è stata d’esempio per tanti suoi coetanei e si è trasformata rapidamente in un movimento di contestazione globale, che ormai coinvolge milioni di giovani (e di meno giovani) di moltissime nazioni. Domani, venerdì 15 marzo, ci sarà una mobilitazione planetaria sul tema, con milioni di studenti, attivisti e persone sensibili alla problematica che scenderanno in piazza in 82 nazioni.

La scuola non può restare indifferente di fronte a quanto sta accadendo. Il compito della scuola è quello di formare le giovani generazioni e di responsabilizzarle rispetto alle grandi questioni. Quella climatica non è una questione tra le tante; è, piuttosto, “la” questione fondamentale del nostro tempo.

Come ha autorevolmente detto di recente il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, "Siamo sull'orlo di una crisi climatica globale, per scongiurare la quale occorrono misure concordate a livello globale". Il Presidente ha pronunciato queste parole dopo aver visitato le zone della provincia di Belluno, devastate lo scorso autunno da una violentissima tempesta. "Non basta– ha proseguito il Presidente-  "limitarsi a evocare la straordinarietà di fatti che si affacciano prepotentemente, per giustificare noncuranza verso una visione e progetti di più lungo periodo, è un incauto esercizio da sprovveduti".

Alcune studentesse e studenti del Liceo Talete mi hanno rappresentato il loro desiderio di impegnarsi per diffondere nel nostro Istituto, attraverso conferenze di esperti, dibattiti, approfondimenti didattici, ricerche, una più ampia ed approfondita conoscenza sull’argomento, che necessita senza dubbio di un serio approccio scientifico ma coinvolge tutte le discipline, perché è una questione etico-politica che attiene al senso stesso della vita umana sulla Terra. 

Non posso quindi che condividere e sostenere la proposta, e invito pertanto docenti e studenti, ed in generale tutta la comunità scolastica,  a sviluppare insieme, fin da quest’anno e permanentemente negli anni futuri,  percorsi formativi specifici, proponendo iniziative che possano sensibilizzare ed offrire  strumenti di comprensione rispetto ad un tema che coincide con il destino stesso dell’umanità.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Prof. Alberto Cataneo

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